Oltre il sentimento. Forme, meccanismi e funzioni dell’amore

“Each heart is a pilgrim, | Each one wants to know | The reason why the winds die | And where the stories go. | Pilgrim, in your journey | You may travel far, | For pilgrim it’s a long way | To find out who you are…”

Il concetto di amore si è evoluto nel corso del tempo, passando attraverso numerose tappe: dall’attrazione estetica al sentimento unilaterale, dalla convenienza matrimoniale all’esperienza romantica. Ciò che accomuna tutte queste fasi è il fine dell’amore ovvero quello di essere il principale strumento per contrastare, attenuare e – a volte – superare quelle costanti imprescindibili come solitudine, isolamento ed insicurezza che caratterizzano ogni esistenza.

La psicoanalisi fornisce un importante contributo che permette di focalizzare immediatamente la radice dell’amore. Dopo il parto, l’io[1] del neonato non è in grado di percepire il distaccamento, cioè la solitudine, finché il calore della madre trasmesso dalla pelle resta vivo. Ma dopo la separazione esso inizierà a sviluppare meccanismi capaci di sostituire la figura materna e di compensare il vuoto creato dallo scioglimento di questa fondamentale unione.

Ad esempio, un interessante fenomeno sociale che permetteva alle comunità primitive di superare l’isolamento era la pratica di riti orgiastici. L’eccitazione creava un forte senso di appartenenza e quindi un’esperienza in grado di proiettare gli individui in un mondo fittizio la cui fusione aveva come prodotto l’alienazione dell’intero gruppo. Valori e costumi odierni rendono impraticabili queste usanze collettive e ciò spinge gli individui a trovare altre alternative, come l’alcolismo e la tossicodipendenza.

Il più “accettato” e disperato tentativo per sfuggire all’ansia della separazione oggi è il sesso (o ancor meglio l’orgasmo sessuale) perché caratterizzato da intensità, violenza e coinvolgimento di corpo e mente. Effetti simili sono prodotti anche da alcool e stupefacenti. Ma questi fenomeni, a differenza di quelli orgiastici, producono sensi di colpa e rimorsi poiché goduti individualmente e perciò privi di una soluzione al problema. Infatti, non appena l’ebbrezza finisce, i soggetti sono spinti a ricorrervi con più frequenza ed intensità di prima.

Allora, la fusione più completa e plausibile è l’amore che però si esprime in svariate forme, spesso dannose. Fra le tante, una prima forma è l’amore passivo/attivo. Nel ruolo passivo troviamo il masochista: ovvero colui che si lascia sottomettere ad un’altra persona in grado di dominare, curare e proteggere; egli è talmente rassicurato dalla presenza di questa figura così potente che cede la sua integrità fisica per trasformarsi in un oggetto. Nel secondo caso abbiamo il sadico: ovvero quell’ente che tramite il possesso annulla il suo senso di isolamento al costo di offendere, umiliare e dominare l’altro. Insomma, ambedue rispondono all’esigenza dell’unione, perciò l’uno senza l’altro non può esistere e anche in questo caso non vi è una soluzione.

L’amore erotico è un’altra forma rilevante. La sua finalità è la fusione dei corpi: l’unione fisica come mezzo per il superamento dell’intimità[2] e dunque della separazione. Ma ciò non fa altro che creare un rapporto tra due sconosciuti con l’illusione che una volta superata la barriera sessuale non vi sarà più nulla da conoscere nell’altro. Infatti il bisogno sessuale[3], il sesso, crea un’unione ingannevole, tanto che dopo l’atto sessuale i soggetti provano senso di vergogna o di odio proprio perché essi ritornano ad essere estranei, più di prima. Tutto ciò porta ad un rapido appiattimento della relazione e quindi alla ricerca di nuovi sconosciuti da “intimizzare”, con la convinzione che la futura esperienza sarà diversa e migliore della precedente. Ed anche in questo caso non abbiamo una soluzione.

L’amore può essere individuale in presenza di un narcisismo, e perciò esclusivo; oppure, nel caso opposto, idolatrico qualora vi sia un’eccessiva adorazione del partner. Esistere anche un amore protettivo e uno fraterno. Ma può anche esserci quello che si rivolge ad un oggetto o ad un’entità astratta. E, in casi patologici, l’amore, può essere nevrotico ovvero quando uno dei due soggetti è ancora legato alla figura dei genitori, e perciò trasferisce l’immagine o materna[4] o paterna nella persona amata; oppure quando proietta i suoi difetti nell’altro, accusandolo e riformandolo, occultando così i propri problemi. Moltissime altre ancora sono le forme dell’amore e le sue mutazioni causate dal consumismo, ma per ragioni di sintesi non saranno qui trattate.

Per concludere… se l’amore è la soluzione al bisogno di unione, qual è la forma migliore?   Prima, è importante evidenziare che l’Amore non è un semplice coinvolgimento emotivo. È molto di più. Per essere duraturo, oltre il sentimento, deve esserci una volontà, una promessa e un dovere a cui bisogna adempiere. Inoltre, l’Amore, è tale solo se contempla una produttività fatta di cure, rispetto, comprensione e mediazione. E, soprattutto, lo è, se coltiva un rinnovamento attraverso la curiosità e la scoperta quotidiana che porta ad una costante valorizzazione dell’altro. Infine, si può parlare di Amore, quando il conflitto è usato come strumento portatore di sincerità, che dia vita a soluzioni e sia fonte di maturazione.

Insomma, amare è sì un’esigenza naturale, vissuta in maniera soggettiva, che richiede esperienza, ma è anche una disciplina che si può e si deve imparare solo attraverso il coraggio, la dedizione, la fatica e la pazienza; per poter, un giorno, essere coscienti che siamo amati perché amiamo e quindi poter dire a chi amiamo veramente: ho bisogno di te perché ti amo…

BKS

Note:

  1. In psicoanalisi per “io” (o ego) si intende quella struttura psichica che gestisce i meccanismi di difesa e quei processi che costruiscono la percezione della realtà.

  2. L’intimità, spesso, viene superata anche con la condivisione di un interesse comune oppure con l’esplicitazione di speranze ed ansie, o attraverso la dimostrazione di rabbia e deficit inibitori, o più semplicemente con l’assunzione di comportamenti infantili.

  3. L’appetito fisico troppe volte è confuso con l’idea dell’essere innamorati quando invece può derivare dalla volontà di offendere oppure dal desiderio di conquistare e di sedurre.

  4. Gli uomini che non si sono mai distaccati dalla madre esigono attenzione, ammirazione e cure; e questi, nell’amore ricercano la nuova fonte di attenzione per poter trovare sicurezza ed esprimere la loro vanità, ignorando il rapporto amoroso che si è generano.

Annunci

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. robertocarradore ha detto:

    “L’amore è rispetto e venerazione e gloria e sguardo verso l’alto. Non è una benda per piaghe sporche”. Ayn Rand “La fonte meravigliosa”

    Le implicazioni sociologiche e psicologiche di questa citazioni sono notevoli, quasi una rivoluzione copernicana..

  2. ilPrezzemolo ha detto:

    Già messo in lista: appena lo leggo ti faccio sapere.. 😉

  3. H.H. ha detto:

    Io credo la vita sia dolore e questa è tale perché vi è stata la separazione, ma quella che menziono io è quella dalla totalità. La pancia dove galleggia il feto è a mio avviso lo spirito del mondo. La solitudine che viene avvertita è assordante e può esser ovviata solamente tramite l’esperienza della partecipazione a quella totalità, tramite il sentimento oceanico, tramite l’orgasmo ma vero e sincero che è epifania e stravolgimento quando accade oppure con l’approccio estetico a un panorama (che ne dicano i materialisti). Peccato siano tutte vie ardue, qualcuna esigente disciplina, qualcuna richiedente sensi da poeta. L’amore dell’articolo, che rimane interessante, secondo me viene frainteso per relazione. Un rapporto con un individuo, inteso appunto come storia, relazione etc, che potrei definire amoroso non mi permette il ritorno al grembo Materno. Una relazione, che sia di un anno o di una vita con una persona che pure amo, ridimensiona l’isolamento sociale ma non è quello che è connaturato all’uomo. Quello tristemente di fabbrica che abbiamo è l’isolamento dal Tutto, dal fluire delle cose. Credo e spero che la lacerazione venga a rimarginarsi con la morte. Scusate l’intrusione, ma evidentemente nel mio pacchetto sono inclusi entrambi gli isolamenti. Saluti. 🙂

  4. ilPrezzemolo ha detto:

    invece non c’è da scusarsi, proprio perché il tuo contributo ha regalato un ulteriore visione interessante in merito a quella cosa che chiamiamo amore. 😉
    a presto

Lascia un commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...