“Françafrique” e “Francophonie”

Insediare dittatori nuoce gravemente l'Africa

I cugini d’Oltralpe presentano una politica estera ricca e complessa, con un importante passato coloniale, le cui conseguenze sono lungi dall’essere interamente comprese e risolte. Infatti, il secolo scorso, la Francia era arrivata a possedere un impero molto esteso che includeva vasti territori in Estremo Oriente, in Africa e in Medio Oriente. Questo passato così pesante ha influenzato profondamente la vita politica francese, sia interna sia internazionale, ed ha contribuito a plasmare la società francese contemporanea.

Uno dei campi in cui si possono notare le tracce più evidenti di questa eredità è la questione dell’immigrazione: soprattutto nelle banlieues, zone periferiche attorno alle grandi città, è possibile trovare cittadini francesi, figli d’immigrati, che faticano a sentirsi parte della loro nazione, anche a causa del fatto che, per loro, è particolarmente complicato trovare un lavoro e sentirsi accettati in ambito scolastico e professionale. In queste zone, il problema dell’integrazione è tutt’altro che risolto e presenta ancora numerosi nodi. Quando in occasione delle rivolte dell’autunno 2005 si è detto chela Francia era “seduta sopra una polveriera” si è espresso chiaramente il senso d’incertezza e di pericolo, nei confronti di una situazione che rischia di esplodere se non si agirà al più presto per porvi rimedio.

Inoltre, quest’importante passato imperialista implica che, nelle scelte diplomatiche e nelle relazioni internazionali, i rapporti con le ex colonie e con i territori sotto la sua sfera d’influenza siano quanto meno complessi. Fra queste aree, occorre ricordare il numeroso gruppo di quei Paesi, tra cui la Costad’Avorio, il Senegal e la Guinea, che facevano parte dell’Impero francese. Spesso, ci si riferisce a queste zone, parlando di “Françafrique”, termine usato per indicare i legami ancora molto stretti che l’ex madrepatria ha mantenuto con le ex colonie in ambito politico, culturale e, soprattutto, economico e commerciale. Ci si potrebbe interrogare sul ruolo svolto dalla Francia nell’assecondare o, al contrario, nel rallentare il processo che ha condotto all’indipendenza di queste zone. Ancora oggi, infatti, questi Paesi presentano numerosi punti di debolezza: delle democrazie estremamente fragili, dei regimi corrotti, un alto tasso di analfabetismo, nonché una percentuale impressionante della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. La transizione da colonia a democrazia autonoma è ancora lontana dall’essere compiuta e l’attitudine di alcune istanze politiche e industriali francesi ha reso ancora più difficile tale evoluzione, in un contesto in cui emergono tutte le contraddizioni di un processo che non è ancora giunto ad una serena e completa maturazione.

Pays normalement considérés francophones; pays parfois considérés francophones; pays non-francophones mais ayant rejoint l'OIF et étant dans un processus de francisation.

Occorre però evidenziare quello che può essere considerato come un aspetto positivo: queste aree sono legate alla vecchia madrepatria da un’eredità culturale molto importante rappresentata dal fatto di possedere la stessa lingua. La “Francophonie” è, infatti, un’organizzazione che unisce numerosi Paesi del mondo con lo scopo di promuovere e preservare della lingua francese e tutte le sue componenti culturali e letterarie, favorendo la cooperazione fra popoli che condividono lo stesso idioma. Sebbene si stiano sviluppando nuove lingue, in molte aree del pianeta, dal Maghreb alle Antille, fino alla Polinesia, il francese resta la lingua delle élites e delle classi politiche, nonché un modo per mantenere dei legami che, se tenuti nella giusta considerazione e nel rispetto che meritano, possono costituire un ricchezza per entrambe le parti.

La Francia, quindi, in virtù di un importante passato coloniale e di una politica estera espansiva ed aggressiva, presenta ancora numerose aree di influenza in varie zone del pianeta, elemento che la pone in una situazione quanto meno delicata. Da un parte, infatti, emergono chiaramente quelli che sono i vantaggi e le ricchezze che questo fatto ha portato. Contemporaneamente, però, occorre anche considerare i problemi e le sfide ancora irrisolti e gli sforzi chela Francia, così come molti altri Paesi del mondo, dovrà portare avanti per trovare un equilibrio stabile a livello di società e nei suoi rapporti internazionali.

Alessya

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