Il freddo inverno della Grande Russia

L’inverno che sta per avvolgere la vasta distesa che va dal Mar Baltico al Mare di Bering si preannuncia particolarmente freddo e non solo per le abituali temperature che scenderanno abbondantemente sotto lo zero. Quest’anno a rendere ancora più glaciale il clima ci saranno le difficili circostanze in ambito politico ed economico.

Il primo freddo lo si avverte considerando le prossime elezioni presidenziali che si terranno nella primavera del 2012 e che sono uno dei segni più evidenti della condizione di arretratezza di un sistema che non ha ancora raggiunto una piena e perfetta maturità. Infatti, le elezioni si riassumeranno in un semplice passaggio di consegne fra il presidente uscente Medvedev e il primo ministro, nonché ex presidente, Vladimir Putin. La quasi totale assenza di avversari e di una competizione elettorale rende questo scrutinio una semplice formalità, spingendo ad interrogarsi sul reale livello di democrazia del Paese a più di vent’anni dal crollo dell’URSS. Perfino la volontà di portare la durata del mandato presidenziale da quattro a sei anni è simbolo di un Paese che fatica a fare i conti con una vita politica cangiante e dinamica e con l’alternanza che essa provoca. Si potrà parlare di una reale evoluzione democratica solo quando la vera questione verterà su chi sarà il vincitore, piuttosto che su cosa accadrà una volta che il “designato” sarà stato eletto.

Proprio in virtù di questo contesto politico, i dati economici non influiranno sulla campagna elettorale, cosa che invece, presumibilmente, si verificherà in ogni altra elezione democratica in programma per il 2012, fra cui la Francia e gli Stati Uniti. Questo è un vantaggio notevole per Putin dal momento che, anche dal punto di vista dell’economia, la situazione russa potrebbe mettere freddo alle ossa anche ai cosacchi, a causa delle numerose debolezze. Infatti, da un parte la Russia è considerata come un membro dei “BRIC”, gruppo che riunisce le potenze emergenti (o già emerse) composto da Brasile, India, Cina e, per l’appunto, la Russia. Contemporaneamente, però, presenta una crescita inferiore rispetto a quella di altri Paesi, in primis la Cina, e non può più considerarsi come la seconda grande potenza, come è stato per circa mezzo secolo. La transizione verso il mercato aperto e l’economia capitalista, sebbene avviata, presenta ancora numerose debolezze, lacune e zone d’ombra.

Anche da un confronto con gli antichi rivali ed ora nemici-amici americani, la situazione non contribuisce certo a riscaldare gli animi. Infatti, il disequilibrio fra le due ex super potenze è ormai troppo grande e gli Stati Uniti d’America, nelle loro priorità in agenda, puntano soprattutto a trovare un accordo ed un equilibrio con i creditori cinesi, piuttosto che con i vecchi avversari dall’altra parte della cortina di ferro. Inoltre, i continui problemi con la NATO, tra cui la diatriba sullo scudo antimissile in Polonia, hanno contribuito a evidenziare come la Russia, sebbene resta un partner importante e, alle volte, difficile, non è certo in cima alla liste delle preoccupazioni americane.

Dal punto di vista della società la situazione non è certo migliore: la speranza di vita dei cittadini russi è decisamente inferiore rispetto a quella di altri Paesi industrializzati, il numero delle nascite ha conosciuto un brusco calo e la competitività, indicata anche dal numero di brevetti depositati, indica un pesante ritardo rispetto agli altri partner commerciali, fra cui ovviamente la Cina. Inoltre, solo il 23% dei giovani che vivono all’estero vorrebbe tornare in patria, simbolo di un Paese ancora troppo poco proiettato verso il futuro.

Nonostante questi elementi di debolezza, la Russia è una democrazia ancora relativamente giovane e ha buone possibilità di vedere risolto il suo ritardo rispetto ad altre potenze emergenti e, anche se non è più alla guida di una metà del mondo, può sempre giocare un ruolo geopolitico di primo piano nel nuovo ordine multipolare. Nella speranza che il prossimo inverno sia un po’ meno freddo.

Alessya

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