Police on my back

il

“Volevo un lavoro onesto e la guardia è un lavoro onesto.”

Agli inizi del secondo dopoguerra, nella giovane repubblica italiana regnava il caos: a ristabilire l’ordine ci pensavano i celerini. E ordine, disciplina, fratellanza, sono parole che echeggiano fin da subito nelle orecchie della nuova recluta (Domenico Diele) appena arrivata al reparto.

Regole dure e ferree sono quelle del clan, regole del tutto assenti nella società. Odio e violenza diventano le uniche armi capaci di contrastare quella pericolosa realtà quotidianamente vissuta dai reduci del VII° nucleo (noto per i fatti di Genova). Il contatto con le fasce disagiate evidenzia la degenerazione, la stanchezza e il fallimento di una tribù, ancora devota a vecchi schemi ideologici, che cerca di perseguire una distorta visione di ordine pubblico.

La storia dei personaggi è continuamente influenzata dal lavoro e da noti tragici eventi italiani, generando, così, una narrazione realistica che permette allo spettatore di guardare dall’alto quei pregiudizi comunemente attribuiti alle “guardie”. Problemi sociali e dilemmi etici emergono, delineando un quadro antropologico inquietante e penetrante.

Insomma, A.C.A.B. non solo insegna che le serie tv hanno molto da regalare al Cinema italiano, ma che quest’ultimo sa raccontare e ha ancora molto da raccontare… andando oltre le chiacchiere, le etichette e le buffonate.

BKS

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gaia ha detto:

    Ti consiglio comunque di leggere il libro! Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di potermelo gustare nella mia poltroncina rossa…la regia di Sollima dovrebbe essere una garanzia..almeno per me che ho adorato il suo Romanzo Criminale…e anche gli attori non mi sembrano affatto male…Vedremo vedremo…e poi ti dirò!

  2. ilPrezzemolo ha detto:

    Gli attori hanno fatto uno sforzo incredibile per entrare nei ruoli: non ti deluderanno.
    Fammi sapere..
    Ps: Vedrò di comprarlo prossimamente..

  3. MeineVorstellung ha detto:

    A me invece Pierfrancesco Favino che fa il borgataro ha un po’ stufato… Non so, tutta questa faccenda mi lascia profondamente dubbiosa.

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