ΕΛΛΗΝΙΚΗ ΔΗΜΟΚΡΑΤΙΑ: Le sorti della porta d’Oriente

Benché locomotrice d’Europa, la Germania inizia a sentire lo scivolare degli eventi; prima l’opposizione dell’Inghilterra, superata con l’aiuto della Francia di Sarkozy. Ma da una settimana è noto che i Francesi sull’Europa la pensano diversamente dal loro (ex) Presidente e hanno deciso di solcare altre rotte per la crisi. L’isolamento deve cominciare a sentisi anche tra i membri  del governo tedesco, i quali esternano senza pensare alle conseguenze, come Guido Westerwelle.

La possibilità di un’uscita greca dall’Euro ha creato panico nelle borse (portandomi il quesito se idioti del genere si rendano conto del peso delle loro affermazioni), alla crescita dei vari spread e a un calo della moneta stessa. A parte i danni creati, azioni come queste sono solitamente i “colpi di coda” tipici della Germania , ricordiamo l’offensiva dell’Aisne del 1918 o le Ardenne del 1944 e cioè azioni disperate che alla lunga portano risultati opposti rispetto gli obiettivi.

La situazione greca uscita dalle urne non è delle migliori. Nuova Democrazia (colorata in blu nella mappa sopra), ha vinto nella maggioranza dei distretti, mentre la coalizione della sinistra, SYRIZA (in rosa), grande sorpresa di questa tornata, trionfa in quello che era il cuore economico greco. Retrocede invece il centro – sinistra del PASOK con la vittoria in soli quattro collegi.

Tra i Greci vive la totale incertezza di cosa fare per il futuro, ma bisogna sfatare un mito; il Greco, o almeno la sua maggioranza, per quanto possiamo pensare, non vuole abbandonare l’Euro. Nessuno dei tre principali partiti politici ha un’idea anti europeista, ma vedono una diversa visione di ripresa e di sistema economico. PASOK e Nuova Democrazia hanno assunto da tempo, e sono cresciute, con le idee neo liberistiche dell’Europa. Lo SYRIZA del Leader Alexis Tsipras ha un’idea di economia, e i risultati sembrerebbero appoggiarlo,  più vicina a quell’eco socialismo affermatosi negli ultimi anni. I Greci stessi per quanto la maledicano, ormai sanno di far parte di un grande sistema e abbandonarlo sarebbe solo una danno.

Il problema nasce quando dalle urne escono valori molto equilibrati e non solo a livello nazionale. Nei diversi distretti difficilmente c’è stato un prevalere di un partito; solo Nuova Democrazia è riuscita a superare il 30% in 3 distretti: Serron (30,05), Messinias (33,60) e Laconia (32,88). Ma questo non permette di raggiungere quella soglia di maggioranza per costituire un governo anche solamente di coalizione.

Quello che è avvenuto in Grecia è una frattura generazionale. La nuova sinistra, che ha soppiantato i comunisti del KKE vincitori solo nell’Isola di Samo, ha recepito principalmente i voti di quella fascia di giovani che in questa crisi si è vista  sfuggire tutte le certezze e le speranze sul futuro. Infatti lo SIRYZA ha prevalso nelle zone di Atene che erano il cuore dell’economia greca e hanno subito il colpo maggiore dalla crisi, assieme a quei pensionati che ritengono il KKE incapace di aver difeso i loro interessi.

I due ex partiti di governo, benché sostenuti ancora dalle libere professioni, sono ritenuti colpevoli di aver illuso la gente in questi anni, celando la reale situazione, e di non aver fatto una politica efficace, pur con i molti sacrifici, per salvare la situazione. Ma l’accusa principale è il “peccato originale”, la mancata opposizione alle imposizioni tedesche e mettiamolo in chiaro, e posso capire la loro reazione perché per quanto non sappiamo gestire casa nostra ci piacerebbe che uno da fuori ci debba dire come fare ogni cosa?

Il risultato di tutto ciò è questo; la volontà di recuperare dalla crisi però con soluzioni differenti e in opposizione tra loro. Da questo momento la Grecia dovrà dimostrare veramente un carattere di unità e spirito di collaborazione come non pochi per non portare al baratro il paese, mentre diverse società stanno dichiarando la bancarotta ultima tra le quali la compagnia nazionale di traghetti, e coloro hanno deciso di aiutarli in nome della moneta unica.

Ieri (Domenica 13 maggio) a Mezzogiorno il presidente della Repubblica Papoulias ha convocato i membri dei vari partiti per fare un tentativo di creare un governo d’emergenza nazionale ed evitare nuove elezioni a giugno. La speranza di una cooperazione però è ancora lontana per le posizioni diverse riguardo l’austerità; SYRIZA è per la loro cancellazione mentre PASOK e ND sono per il mantenimento, l’unica soluzione per ottenere i prestiti da UE e FMI.

Intanto che aspettiamo nuove notizie è sempre più forte la presenza dell’Onda Dorata, cioè l’estrema destra che punta sul malessere generale indirizzandolo contro gli stranieri presenti nel paese e la moneta unica, tutti temi approvati dall’opinione pubblica e visibile dal successo che il partito ha riscosso nel Pireo, una delle zone più degradate di Atene e roccaforte solitamente rossa.

Ma la storia dovrebbe insegnare che l’instabilità porta alla ribalta le correnti che si basano sulla paura verso l’esterno o su un determinato gruppo ed è strano che i Tedeschi, con le loro posizioni intransigenti, non si ricordino  quale risultato ottennero simili posizioni sul loro paese.

Simone Colasanti

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