Parentesi storica sul terrorismo islamista: cause, effetti, responsabilità

Ad ogni azione corrisponde una reazione.

Nella filosofia buddista l’insieme di cause, cioè di azioni, poste da noi stessi in questa vita o nelle nostre vite precedenti determina il nostro Karma, che potremmo definire un insieme di reazioni, altrimenti chiamato “Destino”. Questo fardello che trasportiamo con più o meno stoicismo determina ciò che noi siamo oggi. Il senso del concetto, fuor di metafora, è che siamo noi i diretti responsabili della nostra vita e della nostra situazione presente sia essa positiva o negativa.
Ho sempre pensato che anche nella Storia ci fosse un Karma. La Storia è un flusso continuo di azioni e reazioni, di cause ed effetti, all’interno della quale ognuno ha la propria “responsabilità karmika”.

Perché mi soffermo su questo se devo trattare del Terrorismo islamico?

Questi concetti mi servono come filo conduttore all’interno di una riflessione volta a capire come azioni errate e malpensate abbiano potuto determinare reazioni e Karma di interi Stati se vogliamo. Ma facciamo parlare la Storia.

E’ l’anno 1979 e per la guerra fredda è un punto di svolta perché nella parte del mondo in cui risiede la culla della civiltà, l’Iran, scoppia una rivoluzione. E’ una rivoluzione perché la monarchia iraniana viene sostituita da un regime che riesce ad essere allo stesso tempo islamico, anti-comunista, nazionalista ed indipendente dall’influenza di qualsiasi altro paese.

Per le due super-potenze coinvolte nel freddo conflitto, USA e URSS, l’Iran rappresenta una minaccia e cercano di contenere la rivoluzione giocando due partite diverse: la Russia invadendo l’Afghanistan mentre l’America di Carter alleandosi con i paesi confinanti l’Iran: Iraq, Arabia Saudita, Pakistan. Con la presidenza Reagan e la sua forte determinazione a sconfiggere “l’Impero del male” la politica americana si trasforma da “Containment” a “Roll-back”, supportando gruppi islamici emergenti per combattere l’ascesa dei pericolosi nazionalismi secolari. Così vengono aiutate ad emergere la Società dei Muslim Brotherhood contro Nasser in Egitto ed anche Hamas in Israele contro un’allora più grande e secolare Hamas: la PLO.

1372910_172333772958235_2088900345_nTuttavia il più grande contributo allo sviluppo delle organizzazioni terroristiche islamiche è dovuto alla collaborazione tra la CIA e l’ISI (Pakistani Inter Intelligence Service) nella creazione di veri e propri campi di addestramento gestiti dall’ISI, dove volontari reclutati dalla CIA giungevano da diversi paesi soprattutto limitrofi come l’Egitto, l’Arabia Saudita, il Pakistan e l’Algeria per combattere contro l’invasore sovietico in terra Afghana.

Essi venivano anche educati tramite l’uso improprio del concetto di Jihad, che necessita qui di un approfondimento. Esistono due tipi di Jihad: Al-Jihad-al-akbar (la Jihad maggiore), ossia la missione che ogni musulmano si promette di adempiere combattendo le debolezze dell’individuo per diventare un essere umano migliore. Il concetto di Al-Jihad-al-asghar (la Jihad minore) è invece più complesso e significa ribellione contro un governo ingiusto, sia esso musulmano oppure no, per cui l’uso delle forze militari è solo uno dei possibili mezzi. L’Occidentalizzazione di questo concetto lo ha reso simile a quello cristiano di Crociata, guerra santa, guerra nel nome di Allah.

Nella mia personalissima e sempre occidentale opinione l’ho interpretato tuttavia più come diritto liberale di resistenza all’oppressione, sancito nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino francese del 1789 e caposaldo del pensiero dei maggiori autori e filosofi liberali.

Ma nei campi di addestramento la Jihad è diventata una guerra santa, e milioni di musulmani sono dunque morti nel nome di Allah.

Aveva forse ragione Marx quando affermava che la religione è l’oppio dei popoli? Essa fu usata e viene usata come mezzo, come giustificazione per mascherare disegni e scopi ben più complessi. Essa è il modo più semplice per reclutare le masse e fare un fronte comune, perché siamo tutti figli di Dio. Solo il concetto di Dio e di una Legge suprema può dare la forza agli esseri umani di combattere, nel bene o nel male. Chissà se tutti i mujaheddin, senza la guida della religione, si sarebbero ugualmente sottoposti al durissimo training dei campi dell’ISI e sarebbero stati pronti a morire.
907035_172333889624890_1766858563_nMa l’aspetto più interessante è che l’America si è fatta autrice del proprio Karma contribuendo a generare essa stessa e con poca lungimiranza quello che poi sarebbe diventato il suo più grande nemico, il Terrorismo islamico.

Lo stesso Osama Bin Laden, infatti, è stato reclutato con l’approvazione degli USA dal capo dei Servizi Segreti dell’Arabia Saudita in persona. Inoltre il suo maestro Abdullah Yufus Azzam, maestro di ogni mujaheddin, è stato uno dei maggiori reclutatori per la Jihad Afghana, in pole position nei record di collaborazione con la CIA.

Cosa successe dunque dopo il 1989 e la cacciata dell’URSS dall’Afghanistan, nonchè il suo crollo? Innanzitutto ci furono degli attriti tra Bin Laden e Azzam. Il primo infatti voleva portare la Jihad oltre i confini Afghani mentre il secondo non si trovava d’accordo (questo è curioso perchè ricorda un altro famoso attrito storico, tra due noti personaggi russi). Il caso volle che dopo qualche mese Azzam fu assassinato. Poco dopo si svolse una riunione durante la quale fu creata un’organizzazione per connettere i mujaheddin di tutto il mondo. L’organizzazione che nacque fu chiamata “La Base”: Al-Qaeda, e rappresenta a mio parere proprio la ramificazione nata dal seme piantato, tempo prima, dagli americani in terra pakistana per salvaguardare un loro interesse temporaneo.

Ad ogni azione corrisponde una reazione.

Chiara Cervasio

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