Dislike, ovvero la fine della civiltà.

Grazie ad un accurato studio antropologico, psicologico ed economico congiunto sull’arduo problema dell’introduzione della funzione dislike nel social network noto come Facebook©, il dipartimento di ricerca dei problemi sociali legati ad internet del governo degli U.S.A. (DroPoRT©), coadiuvato dalla società europea per il monitoraggio dell’influenza psicologica di internet (SeMiPi), sono giunti alla seguente conclusione:

L’introduzione della funzione dislike può comportare, a livello individuale, gravi squilibri psicologici ed emotivi, oltre che disorientamento nella formazione della personalità. A livello collettivo, l’introduzione della funzione dislike può portare al collasso di intere culture e società, con il conseguente scoppio di guerre civili, conflitti etnici, guerre sante, pandemie, fino ad arrivare all’olocausto nucleare.

Quella che segue è la relazione finale congiunta dello studio effettuato da SEMIPI & DroPoRT©:

Nel caso venga introdotta, nel social network, la funzione dislike, affiancata ed oppositiva alla funzione I like, si assisterebbe ad una degenerazione complessiva della psiche degli utilizzatori del detto social network e, sul medio termine, della società nel suo complesso.
Per completezza, verranno riportate le fasi che lo studio ha individuato come tappe principali che porteranno al collasso dell’intera società.

1-Giorno 1: Viene introdotta la funzione dislike. Un’euforia inconsapevole ed ingenua coglie gli utenti del social Dislikenetwork Facebook©, che sperimentano la “gioia del disgusto”, ponendo il segnale dislike ad ogni oggetto a loro anche solo vagamente sgradito presente sulla rete.
In questo primo momento, il segnale dislike viene quindi apposto in quantità consistenti, ma viene accettato con benevola tolleranza da chi lo subisce, che ha la piena consapevolezza di poter fare altrettanto con ogni cosa non gli sia gradita.

2-Giorno 5: Il segnale dislike viene posto con frequenza sempre maggiore, e con accanimento crescente contro tutti gli oggetti che provengano da persone non particolarmente gradite ai singoli utilizzatori.

La finestra che comparirebbe all'untente in occasione del suo primo "dislike".
La finestra che comparirebbe all’utente in occasione del suo primo “dislike”. Non proprio il massimo della diplomazia.

Gli appunti dislike sono presi sempre meno sportivamente dagli utilizzatori del social network. Alcuni individui iniziano a sentirsi isolati e a disagio, perché hanno l’impressione (non sempre fondata) che li si stia emarginando e che li si stia criticando aspramente con motivazioni pretestuose.

3-Giorno 10: Il segnale dislike viene a questo punto impiegato in quantità pantagrueliche: le persone meno “contestate” (ovvero coloro che ricevono meno appunti di questo tipo) aumentano il volume delle proprie critiche, provando la sensazione di essere giudici super partes. Al contrario, le persone maggiormente criticate aumentano i propri appunti del tipo dislike per vendetta nei confronti di coloro che ritengono li critichino ingiustamente.
Le note dislike iniziano a dar vita a litigi e aspre diatribe all’interno del social network. Talvolta, poi, le discussioni, sempre più accese, sfociano in litigi “nella vita reale”.

4-Giorno 20: La funzione dislike inizia a snaturare completamente il social network Facebook©, che si trasforma in una gigantesca arena di dibattito su ogni argomento immaginabile della vita di tutti i giorni.
Si moltiplicano i litigi, su internet e nella vita reale, derivanti da questa funzione. Si verificano le prime risse fisiche tra i vari utenti di Facebook.

5-Giorno 30: Per cercare di calmare le acque, i governi iniziano a stringere il proprio controllo su Facebook©.

Le prime proteste contro l'introduzione della funzione "dislike".
Le prime proteste contro l’introduzione della funzione “dislike”. Il disoccupato che regge il cartello con su scritto “NO” sta per essere linciato dalla folla.

Ma questo irrigidimento dei controlli scatena però la reazione degli utenti del network, indignati per un controllo sempre più capillare della rete da parte delle autorità.

Si verificano i primi omicidi (o tentati omicidi) di persone che avevano apposto il segnale dislike nei “gruppi” di associazioni come l’INP (Illinois Nazist Party©) l’AWP (American White Power©), la NRA (National Rifle Association©) e il KKK (Ku Klux Klan©).

Come reazione a questa ondata di odio e violenza, poi, i non-utenti di Facebook©, ed in generale gli appartenenti alle classi più benestanti, bandiscono espressioni come dislike, I don’t like it/him/her, ecc, fino ad arrivare al disuso di espressioni come I hate, I prefer, I dispise.
Questo irrigidimento della morale e dell’etichetta avrà conseguenze disastrose.

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“Non giudicateli dai turbanti: questi soldati hanno a disposizione un arsenale nucleare” (nota della SeMiPi).

6-Giorno 40: Mentre gli utenti di Facebook© iniziano a focalizzare la propria rabbia derivante dall’impiego dell’opzione dislike contro le autorità (e, indirettamente, contro i governi), aumentano gli “incidenti” tra utenti di facebook. Si assiste ad una lotta senza quartiere tra associazioni razziste e gruppi di fan di Tupac, comitati pacifisti e associazioni di veterani della guerra in Vietnam, tra palestinesi e israeliani, tra turchi e greci, tra indiani e pakistani, tra inglesi e irlandesi.
Nel frattempo, si verificano incidenti anche tra gli appartenenti alle classi dominanti. Alcune coppie si spaccano a causa di alcune affermazioni involontarie come “I don’t like it” rilasciate in situazioni poco opportune. Si opta allora per un controllo totale sulla sfera del linguaggio di ogni individuo.

7-Giorno 50: Si verificano incidenti tra utenti di Facebook© e forze dell’ordine, ma anche tra utenti del detto social

Le maligne burocrazie asservite alle mulinazionali reprimerebbero le rivolte contro Facebook©.
Le maligne burocrazie asservite alle mulinazionali reprimerebbero le rivolte contro Facebook©.

network e rappresentanti dello stato o del governo (burocrati, postini, autisti di autobus e pullman), con migliaia di arresti in tutto il mondo.

Si verificano anche i primi incidenti diplomatici tra le varie nazioni da tempo in lotta o in competizione.

Inoltre, vi sono i primi gravi incidenti tra esponenti di diverse religioni.

Mentre le classi dominanti arrivano ad una rinnovata repressione degli istinti e delle pulsioni (soprattutto sessuali) a causa del controllo strettissimo del proprio linguaggio. Ciò comporta, anche tra le classi più ricche, una rinnovata rabbia ed aggressività senza sfogo.

8-Giorno 60: Si moltiplicano le proteste violente dei cittadini contro i governi e le autorità statali. Si moltiplicano gli incidenti diplomatici tra nazioni in astio.

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I fondamentalisti islamici troverebbero nella funzione “dislike” di facebook la somma manifestazione della corruzione della civiltà “occidentale”.

I gruppi estremisti musulmani dichiarano la Jihad contro le “perverse tecnologie degli occidentali”.

Associazioni di fondamentalisti cristiani dichiarano la guerra santa contro “le orde di barbari infedeli”.

Il dalai lama afferma “Facebook si, ma con moderazione”, e si ritira in buon ordine dal conflitto.

Iniziano a diffondersi malattie sconosciute, che mietono vittime tra la popolazione stressata da internet e divisa da conflitti sempre più profondi.

9-Giorno 75: Scoppiano guerre etniche e religiose, guerre civili, conflitti di civiltà. Il tutto mentre le nuove malattie

Il papa al momento della pronuncia della scomunica nella ricostruzione grafica del SeMiPi.
Il papa al momento della pronuncia della scomunica nella ricostruzione grafica del SeMiPi.

si diffondono nel globo trovando un’umanità sull’orlo del collasso psicofisico e profondamente divisa.

I governanti, nei quali la repressione sessuale ha infuso nuova aggressività, hanno sempre meno volontà di risanare i conflitti tra popoli e nazioni.

Il papa dichiara le crociate contro gli infedeli e con gesto plateale scomunica il computer (“diabolico ordigno”).

Bill Gates, insieme ad altri magnati del Capitalismo Internazionale, organizza una spedizione spaziale composta dalla crema dell’umanità per fondare una colonia di ricchi magnati, scienziati da nobel e soldati da Rambo, sul desolato pianeta Marte.

10-Giorno 100: Mentre l’astronave di Bill Gates lascia la terra con duecento uomini e quattrocento donne scelti tra gli esseri umani più ricchi, intelligenti o robusti, i presidenti di Stati Uniti, Russia, Cina, Israele, India, Pakistan e Inghilterra decidono di impiegare armamenti nucleari per risolvere i sanguinosi conflitti etnici, religiosi, civili, nazionali, internazionali e interplanetari.
Quello che segue è facile da immaginare…

Il mondo dopo l'olocausto nucleare innescato dall'introduzione della funzione "dislike", nella ricostruzione grafica della SeMiPi.
Il mondo cento giorni dopo l’introduzione della funzione “dislike”, nella ricostruzione grafica della SeMiPi.
"Caltanissetta, senz'altro uno dei luoghi più isolati al Mondo" (nota della SeMiPi).
“Caltanissetta, senz’altro uno dei luoghi più isolati al Mondo” (nota della SeMiPi).

Conclusione: A cinquecento giorni di distanza dall’introduzione della funzione dislike sul social network noto come Facebook©, le maggiori potenze mondiali hanno impiegato il proprio arsenale nucleare, creando il tanto temuto e spesso ventilato “olocausto nucleare”. L’umanità è ridotta ad una ventina di milioni di uomini e donne, arroccati in zone remote e mai toccate dalla civiltà che non sono state colpite dalle radiazioni, come l’Himalaya, le Ande, il Canada settentrionale, la Siberia, il Sahara, l’Islanda, alcuni atolli del Pacifico e la città di Caltanissetta.
L’umanità è regredita ad uno stadio tecnologico paragonabile all’età del rame, e tutte le tecnologie successive alla macchina a vapore sono state condannate e sradicate senza pietà. La società è quasi ovunque strettamente matriarcale, perché si è instaurata la consapevolezza che gli uomini devono essere dominati dalle donne, in quanto esseri dalla mente perversa, che crearono un disastro informatico

Uno dei gruppi di sopravvissuti nel Pacifico. Gli aspetta una misera vita di pesca, balli di gruppo e sesso libero.
Uno dei gruppi di sopravvissuti nel Pacifico. Li aspetta una misera vita di pesca, balli di gruppo e sesso libero.

seguito dal crollo della civiltà tanto faticosamente creata nel corso dei millenni.
Ovunque si è impostata una religione misterica, che adora le divinità del Sole e della Luna, coppia di dei benigni, che salveranno l’umanità dalla coppia di divinità malvagie note come Compu-ter e Fac-ebuk (o Dont-Laik, nella versione degli abitanti del Pacifico).

Le malattie, che da sole hanno spazzato via un terzo dell’umanità, hanno ora perso la propria virulenza, anche perché le difese immunitarie dell’umanità si sono rinnovate e potenziate grazie all’abbandono di internet e di altre tecnologie altamente debilitanti per il fisico.

La colonia di Marte nella complessa ricostruzione grafica della DroPoRT©.
La colonia di Marte nell’accurata ricostruzione grafica della DroPoRT©.

Una piccola colonia umana in rapida espansione demografica è presente da qualche tempo su Marte, dove il meglio dell’umanità nella sua fase capitalistico-schiavista è riuscita a creare la società ideale platonica, rinominata da Bill Gates “comunismo capitalistico platonico”.
Una società di ineguali, dove sia possibile finalmente premiare il merito e la ricchezza, e possano essere marcate precise distinzioni di classe.
In tale colonia è riposto il futuro della società e dell’economia capitalistico-schiavista, che tanto ha giovato all’umanità e che, dopo essere sopravvissuta a Marx, alla Rivoluzione d’Ottobre, al Socialismo Islamico, a Krusciev, a Che Guevara e a Hugo Chavéz, è stata distrutta da un cataclisma sociale senza precedenti.

Valerio Cianfrocca

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