Terremoto in Emilia: come aiutare con soldi, cibo e posti letto.

Il Corriere della Sera e Tg La7 rinnovano la raccolta di fondi per le popolazioni colpite dal terremoto a seguito delle scosse di oggi. I versamenti si possono effettuare al conto corrente IT73L0306905061 100000000671. «Un aiuto subito. Terremoto in Emilia» presso Banca Intesa Sanpaolo, viale Lina Cavalieri, 236 – 00139 Roma. Inoltre è attivo il numero 45500 per inviare messaggi o chiamare da telefonia fissa e donare 2 euro per l’emergenza terremoto. Lo rende noto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che reso noto anche il numero verde da contattare per le emergenze 800333911.

Couchsurfing, il sito utilizzato normalmente per viaggiare scambiandosi posti letto, si mobilita per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna. All’indirizzo è possibile offrire la propria disponibilità, specificando il numero di posti a disposizione, la durata e il luogo.

Per affrontare l’emergenza sfollati si chiedono brandine, reti e materassi in buone condizioni che possono essere consegnati al Centro unificato di Protezione civile in via della Croce rossa 3 (telefono 0522.271698). Chi invece può ospitare persone sfollate presso le proprie abitazioni o in strutture ricettive deve segnalarlo al numero 0522.271698 del Centro unificato di Protezione civile. I posti di letto vengono accettati anche a molta distanza, un nostro collega dei Dispacci ha ospitato una famiglia acasa sua, in Toscana. I numeri verdi per le emergenze arrivati dalla Regione Emilia Romagna sono l’800 333 911 e quello del Dipartimento della

I Comuni maggiormente colpiti dal sisma necessitano di beni di prima necessità, sul sito della provincia di Reggio Emilia vengono riportati nello specifico ciò che risulta utile e ciò che non lo è. Coloro che vogliono consegnare acqua, generi alimentari o vestiario possono farlo contattando la Caritas in via Adua per piccoli quantitativi (telefono 0522.922520) e per grandi quantitativi il deposito di Azione solidale a Calerno (0522.679926 oppure 337.7809002). Si preferiscono alimenti a lunga conservazione, soprattutto pasta, scatolame, sughi pronti, frutta e verdura, materiale per l’igiene personale, vestiario in particolari per i bambini e bicchieri e posate di plastica monouso. Non servono, invece, vestiti e scarpe usate o materiale non in buone condizioni.

Per la verifica degli edifici lesionati e la ricostruzione servono architetti, ingegneri (civili e strutturali) e geometri, meglio se abilitati attraverso i corsi NVR. Le disponibilità vanno segnalate al numero 0522.271698 del Centro unificato provinciale di Protezione civile. Al momento, alle zone colpite dell’Emilia Romagna, non servono invece dei volontari generici che non siano iscritti alle Associazioni di Protezione civile.

C’è stata un’ordinanza della protezione civile, o meglio firmata da Gabrielli, che stabilisce un contributo per l’autonoma sistemazione di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare, fino ad un massimo di 600 euro mensili. C’era stato anche ai tempi dell’Abruzzo.

Fate presto

La redazione de I Dispacci

fonti: fanpage.it, Corriere della sera, Protezione Civile

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